NuBE. Nuova Biblioteca Europea


NuBE è una nuova risorsa critica dedicata alla letteratura contemporanea, con particolare riferimento ai fenomeni culturali e alle loro connessioni con le dinamiche di ridefinizione e ibridazione identitaria che hanno interessato l’Europa a partire dagli anni Novanta. La rivista nasce nell’ambito delle attività dell’omonimo gruppo di ricerca (NuBE, Nuova Biblioteca Europea), creato nel 2018 come convenzione tra diversi Dipartimenti delle Università di Verona (DiLLS), Padova (DiSLL) e Bologna (LILEC).

NuBE vuole essere uno strumento di scoperta della nostra contemporaneità attraverso l’indagine delle nuove generazioni di scrittori e scrittrici, di casi letterari emergenti, dei dibattiti letterari odierni. La letteratura partecipa con voce propria alle discussioni che caratterizzano ogni epoca, riflettendone le dinamiche e plasmandone a sua volta i contenuti. La contaminazione con gli sviluppi storici, sociali e culturali pare tuttavia più spiccata nella produzione letteraria contemporanea, in cui la tradizionale scissione tra letteratura “alta” e letteratura “bassa” è messa radicalmente in discussione a favore di una commistione di generi, registri e mezzi, che concorre a rendere la letteratura un elemento ineludibile del dibattito sulla contemporaneità. NuBE si propone di affrontare l’indagine in questa prospettiva, associando all’analisi rigorosa delle opere l’interesse militante per il contemporaneo.

NuBE guarda alle sensibilità e ai linguaggi della letteratura come fenomeni transnazionali che trascendono ideologie e forme di etnocentrismo e sono in grado di fondare solidarietà sociali e comunitarie. Con Europa non si intende la comunità economica e politica, bensì un’idea di cultura che si estende oltre i confini stabiliti dalla burocrazia. Le potenzialità mediatrici e unificatrici del gesto artistico vanificano barriere nazionali e sovranazionali e impongono un’ottica comparativa nell’indagine del contemporaneo nelle sue manifestazioni letterarie: uno sguardo analitico ampio, aperto alle molteplici dinamiche culturali del mondo globale. 

NuBE si propone come crocevia di confronto e d’integrazione tra indirizzi teorici e discipline differenti. Si auspica che dalla molteplicità di prospettive scaturisca un quadro complesso e articolato delle diverse realtà europee, di cui si intende comprendere ed evidenziare gli orientamenti comuni, i punti di congiunzione e le difformità.

 

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Tradurre il confine 

Call for paper per il primo numero della rivista “NuBE”

L’opposizione limes/limen (linea di frontiera/soglia) risale alla civiltà romana, che distingueva da un lato un confine invalicabile tra il mondo conosciuto e quello ignoto da cui bisognava separarsi, e dall’altro l’ingresso in un luogo considerato proprio, simbolo di un’apertura e di una condizione di rapporto e comunicazione. Le implicazioni di questo concetto sono evidentemente negative e positive a un tempo. Il confine delimita un luogo altro, di differenza, ma identifica anche il luogo dell’incontro con il diverso da noi; in questo senso il confine è contemporaneamente uno spazio di demarcazione, divisione, barriera tra due realtà, e il luogo in cui si verificano dinamiche di mescolamento, transizione e ibridazione.

Linea demarcativa, spazio eterotopico, concetto epistemologico e semiologico: il tema del confine in letteratura può essere declinato in infiniti modi, da quello topografico a quello metaforico. Il confine segna la frontiera tra due paesi o due realtà, caratterizza il rapporto tra identità differenti, ma identifica anche una transizione nel senso di viaggio, passaggio, migrazione. L’idea di limite in senso geografico coinvolge tanto i confini politici tra stati, quanto i margini incerti rappresentati delle periferie, passaggio obbligato verso le città. Il confine come luogo marginale rispetto al centro codificato è uno spazio altro, straniante e obliquo, che non concilia e non detta regole da osservare. E se il concetto stesso di limite fa sì che esso non possa esistere senza il suo superamento, l’idea del viaggio vi risulta inevitabilmente connessa; viaggio che va inteso tanto in senso reale quanto in quello metaforico di irrequietezza, mancanza di stabilità e mobilità fisica e spirituale. Esso, infatti, implica non solo uno spostamento e il relativo attraversamento di barriere concrete e culturali, ma definisce anche la condizione stessa dell’uomo contemporaneo, attore o spettatore di spostamenti geografici, nonché di ibridazioni e incroci identitari, linguistici e culturali. 

L’idea e l’esperienza del confine contraddistinguono in modo pregnante la nostra Europa contemporanea, che il 9 novembre del 2019 ha celebrato il 30° anniversario del crollo del muro di Berlino. La caduta del muro ha segnato il momento in cui Berlino, da “città di frontiera” per eccellenza, è divenuta la capitale della Germania unificata e uno dei centri nevralgici dell’Europa contemporanea, e ha dato inizio a un riassetto radicale della topografia europea che ha interessato in modo particolare i paesi dell’Europa orientale. Tale processo di ridefinizione, che ha fino ad oggi contribuito a dare vita a significativi flussi migratori, sembra essere entrato in una nuova fase a causa dell’emergenza epidemiologica attuale, che ha restituito al concetto di confine una nuova inquietante fisionomia.

Per il primo numero della rivista online NuBE (Nuova Biblioteca Europea), previsto per la fine del 2020, si cercano contributi che indaghino l’idea e l’esperienza del confine così come esse trovano rappresentazione nelle varie letterature contemporanee. Saranno particolarmente benaccette le proposte transdisciplinari. 

Si elencano di seguito alcune possibili declinazioni del tema:

• Immagini, figure e simboli del confine in letteratura

• Raccontare l’attraversamento della frontiera (geografica, linguistica, culturale)

• Rielaborazioni del concetto di barriera

• Prigioni contemporanee

• Nuovi miti del superamento

• Geografie immaginarie e mappe mentali

• Costruzioni letterarie del concetto di soglia 

• La traduzione come attraversamento e/o ridefinizione di un confine

 

Il termine di consegna per i contributi è fissato per il 15 settembre 2020.

La lunghezza massima di ogni contributo è di 40.000 battute (spazi inclusi).

Le principali lingue di pubblicazione sono l’italiano e l’inglese. Sono accettate (e incoraggiate) pubblicazioni in altre lingue previo contatto con la redazione.